
Sulla frastagliata costa orientale della Nuova Scozia, nei pressi della piccola comunità di Wine Harbour, il Whale Sanctuary Project ha compiuto un passaggio decisivo verso la realizzazione di un rifugio marino destinato ai cetacei provenienti dalla cattività. L’organizzazione no-profit, con sede negli Stati Uniti, ha infatti sottoscritto una locazione ventennale — rinnovabile per ulteriori vent’anni — relativa a circa 83 ettari di terre demaniali e acque costiere. In quest’area dovrebbe sorgere un vasto recinto galleggiante in acqua salata, esteso per circa 40 ettari, concepito per accogliere fino a dieci orche o beluga sottratti alla dimensione artificiale dei parchi marini.
Annunciato oltre sei anni fa, il progetto è stato presentato come il primo santuario costiero di questo genere in Nord America: non un ritorno alla vita selvatica, ritenuto impraticabile per animali nati o cresciuti in cattività e privi delle competenze necessarie alla sopravvivenza autonoma, bensì una soluzione intermedia, più ampia e naturalistica rispetto alle vasche di cemento. La struttura dovrebbe includere impianti per l’assistenza veterinaria, aree operative e infrastrutture di supporto, con il pontile locale destinato a diventare il fulcro logistico delle attività di cura e monitoraggio.
Il percorso autorizzativo, tuttavia, non è stato lineare. La proposta, rallentata dapprima dalla pandemia e poi da valutazioni ambientali e questioni fondiarie, ha incontrato l’opposizione di alcuni proprietari confinanti, secondo i quali il governo provinciale avrebbe modificato le regole in corso d’opera rinunciando al precedente requisito del consenso unanime dei vicini. La concessione è stata approvata nell’ottobre 2025 dal governo guidato dal premier Tim Houston, ma la firma formale del contratto è arrivata soltanto di recente, dopo l’avvio dei primi lavori nel cantiere a giugno.
Il progetto ha comunque ottenuto il sostegno del Municipio del Distretto di St. Mary’s e dell’Assembly of Nova Scotia Mi’kmaw Chiefs.
Il progetto sta cercando di ottenere dalla Francia il trasferimento di due orche (Wikie e il figlio Keijo) rimaste senza casa dopo la chiusura di Marineland Antibes, e c’è stata anche una disputa con Marineland Canada (Ontario) sui suoi beluga rimasti.
